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Indicazioni su tonno contaminato

dal Ministero della salute

I Giorni scorsi il Ministero della Salute Spagnolo AECOSAN (Agencia Española de Consumo Seguridad Alimentaria y Nutrición) ha diramato una nota in cui viene riportata l’insorgenza di focolai di sindrome sgombroide che, ad oggi, avrebbero coinvolto oltre 100 persone.

Tale comunicazione aggiorna le informazioni di una precedente nota in seguito alla quale le Autorità sanitarie italiane avevano già provveduto ad adottare provvedimenti di competenza sequestrando le partite ricevute.
Come sottolineato dal Ministero della Salute Spagnolo, considerando che dalle nuove informazioni ricevute il 12 maggio il tonno potrebbe comunque essere stato venduto allo stato sfuso in piccole quantità e in diversi formati nelle pescherie o in negozi che vendono al consumatore finale, il Ministero italiano della Salute invita i consumatori e in ogni caso tutti coloro che possono aver acquistato tonno fresco a partire dal 25 aprile 2017, a contattare gli esercizi di vendita per verificare se si tratta del prodotto commercializzato dalla ditta spagnola “Garciden” e, in tal caso, a non consumarlo.
L’intossicazione da Istamina, meglio conosciuta come “Sindrome Sgombroide”, è una patologia simil-allergica risultante dall’ingestione di pesce contaminato dall’Istamina. L’istamina è una tossina che si forma in seguito a moltiplicazione batterica con degradazione dell’amminoacido Istidina ad opera dei batteri stessi.
La formazione di Istamina può precedere la degradazione del tonno, cioè può formarsi prima che questo assuma i caratteri organolettici del pesce vecchio per cui è impossibile rilevarla dal punto di vista organolettico.
L’istamina una volta formatasi è termostabile, cioè non viene distrutta dai normali processi di cottura del pesce per cui mangiare il prodotto crudo o cotto non determina alcuna differenza; né viene distrutta con il congelamento.
La tossina si distribuisce in maniera irregolare nella partita di pesce (alcuni pesci possono essere contaminati mentre altri no) e nello stesso pezzo (es trancio di tonno) può essere presente in quantità diversa a secondo dell’area di prelievo.
L’istamina si può formare in numerosi prodotti ittici ma sempre e solo se questi hanno subito degli abusi termici, cioè dei periodi il cui la prevista refrigerazione a temperature vicine a quella del ghiaccio fondente (0°C) è venuta meno, permettendo ai batteri di moltiplicarsi, anche se non così tanto da fare alterare il pesce in maniera visibile.
L’intossicazione si manifesta comunemente con arrossamento della pelle, prurito, cefalea pulsante, bruciore orale, crampi addominali, nausea, diarrea, palpitazioni, senso di malessere e raramente ipertermia a breve distanza dal consumo del pesce.
Poiché vi è da considerare la sensibilità individuale alla tossina spesso la sintomatologia passa inosservata; i sintomi più gravi possono presentarsi in soggetti asmatici, allergici o cardiopatici in generale ed assumere carattere di pericolosità.

Il Dipartimento di Prevenzione della ULSS 1 DOLOMITI si associa ai consigli del Ministero italiano della Salute e, concordando che il consumo di prodotti ittici è indispensabile in una dieta equilibrata e raccomandato per particolari patologie, consiglia in questo periodo una maggiore attenzione all’acquisto e consumo di prodotti ittici sia a casa che in esercizi di ristorazione, affidandosi per gli acquisti a professionisti esperti e fidati.
Il Servizio Veterinario di Ispezione degli Alimenti di Origine animale resta a disposizione di quanti necessitino di ulteriori informazioni al riguardo.